SEGNO DI COLPA

TITOLO“SEGNO DI COLPA” 2023 ITALIA
– CORTOMETRAGGIO GENRE: SOCIALE
– DURATA : 12 MIN.
– REGIA DI ALESSANDRA USAI
– SCRITTO DA ANNALISA MANISCALCO
– PRODUZIONE NICAL FILMS
– SOSTENUTO DALL’ASSOCIAZIONE SMILING AGAIN

SINOSSI
Nadia, ricoverata all’ospedale di Udine, deve affrontare una serie di complicati interventi. Due anni prima, nel suo paese natale, la giovane ha subìto un attacco con l’acido che le ha incollato il mento e le braccia al torace; un’associazione udinese ha portato la ragazza in Friuli, nella speranza che un chirurgo italiano riesca ad alleviare le sue sofferenze.

Quando il medico la visita per la prima volta, è troppo tardi anche per il dolore: la pelle di Nadia si è cicatrizzata senza controllo, il suo corpo si è deformato e la sua voce si è persa, spenta da una violenza indelebile. Una volontaria dell’associazione affianca la ragazza e il medico in un percorso costellato di piccoli successi ma anche di incomprensioni e fallimenti. Durante uno degli interventi qualcosa va storto, e il chirurgo è costretto a lasciare un braccio attaccato al petto di Nadia. La delusione, la sofferenza e il ricordo della violenza spingono la ragazza a nascondersi finché il chirurgo non la trova e le promette una luce.

Il medico, motivato da quella nuova responsabilità, si avvicina sempre di più a Nadia e al suo mondo: pakistana, sfigurata dall’uomo che ha rifiutato, la giovane è lacerata dalla nostalgia di casa e dalla vergogna dello sfregio. E ha solo quindici anni, come la figlia del chirurgo. L’ultima operazione non è solo uno step medico: è la promessa di un padre. Le cose però si complicano. Prima l’intervento viene rimandato per un’emergenza sanitaria; poi il chirurgo deve scegliere fra la paziente e sua figlia; infine, quando sembra arrivato il momento di operarla, Nadia scompare di nuovo.

Il chirurgo la ritrova sul ciglio della disperazione. Ma non è l’attesa a straziarla, né il dolore o la paura del futuro: è il passato, che la tormenta sempre con il senso di colpa. Perché due anni prima Nadia ha detto un no, e si è convinta di meritare le cicatrici. Il chirurgo è davanti all’abisso di Nadia e deve colmarlo, non solo per raggiungerla e portarla in salvo, ma anche per dare un senso nuovo e più completo al suo essere medico, uomo, umano. Ispirato a tantissime storie vere.